Sempre più spesso mi capita di parlare del momento del parto con le mie amiche.
Molte, la maggior parte di loro, si lamenta dell’assena del ginecologo durante il travaglio e nel momento del parto.
Dopo 10, 11 visite in gravidanza, ci si sente smarrite a trovarsi in un ambiente estraneo e senza il supporto, che si dava per scontato, del proprio medico di fiducia.
In realtà questa aspettativa non trova fondamento in alcuna necessità reale, ma è solo frutto della cattiva abitudine italiana di far seguire la gravidanza fisiologica dal medico.
La figura di riferimento invece dovrebbe essere l’ostetrica, la cui professionalità è spesso non adeguatamente valorizzate nelle strutture sanitarie.
L’OMS, coerentemente con le Direttive CEE,
ne riassume così le competenze professionali
1) assistenza e consulenza alla donna nel periodo della gravidanza
2) assistenza e consulenza alla donna durante il parto
3) assistenza e consulenza alla donna nel puerperio
4) gestione autonoma della gravidanza fisiologica, del parto
eutocico e del puerperio norale
5) assistenza al neonato
6) educazione sanitaria e sessuale della famiglia e della Comunità
7) preparazione psico-profilattica al parto
prevenzione e accertamento dei tumori della sfera genitale
9) ricerca
10)diagnosi ed individuazione di situazioni potenzialmente
patologiche che richiedono l’intervento del medico
11)praticare nelle emergenze le relative misure
Per riassumere, ancora prima di avere tra le mani un test di gravidanza positivo, è bene sapere che l’evento “nascita”, dal concepimeno al parto, deve essere seguito dall’ostetrica.
Sarà lei a verificare che ogni evento sia fisiologico, e sarà lei a indirizzarci verso il medico, qualora sia necessario.
Rivolgersi direttamente al ginecologo equivarrebbe a rivolgersi al neurolo, senza passare dal proprio medico curante, se si ha un mal di testa.