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Compleanno di Antonio.

Mi chiedo… ma perchè mia suocera si ostina a comprargli abiti da piccolo baronetto invece che dei bei giornalini di paperino?

Ogni volta che arriva un suo regalo Antonio è delusissimo e lei si offende.

Eccccchepppallleee

Oggi ci arriva un regalo per Andrea.

PREMESSO

Che abbiamo una casa stile super moderno

Che le pareti sono tutte tinteggiate con colori accesi (verde acido, rosso, arancio, giallo flu)

Che non abbiamo un solo oggetto simil argento/swarowsky/pataccoso

 

Come si fa a regalare ad un bambinetto un quadro con cornice in legno e angioletto in argento?

In alto mare

I pannolini sono pronti, sono in alto  mare, in viaggio verso Torino….

Il sito www.pepemamma.com è semi pronto…

quindi tra 20 giorni esatte

SI PARTEEEEEEEEE

Ciccio, Ciccio…

ti ricordi di me? Sono quella cosa grassa che conteneva il tuo nuovo amore

Cazzarola, devo togliere il cantiere sul balcone?

 

Dlin Dlon……… busso alla porta di un nuovo parrucchiere.

Si apre la porta:

“Buon Giorno, vorrei prendere un appuntamento per venerdì”

“Per cosa”

“Taglio e piega”

“Anche colore?”

“No, il colore no”

“Magari fino a venerdì ci sarà un pò di ricrescita”

“Ma questo è il mio colore naturale”

Sguardo sospettoso della signorina.

“Davvero!!!” Insisto.

“Ahhh si si si” risponde non convinta.

Che ne dite, mi porto la bibbia per una dichiarazione giurata?

…. a quelli che “dorme di notte? ” Si!!! E fanno la faccia delusa

…. a quelli che “ma quanti kg hai preso…. SOLO???? ” E fanno la faccia delusa

…. a quelli che “Lo allatti troppo, non si staccherà mai” oppure “se semetti di allattarlo si ammalerà ogni 5 minuti”

…. a quelli che “adesso ti pare facile ma presto vedrai…..”

…. a quelli che “lo vesti troppo” anzi no “lo vesti troppo poco”

…. a quelli che “mica esci con lui? Si ammala….”

C’è una cosa che desidero dirvi da sempre:

MA FARSI UNA PADELLINA DI CAZZI VOSTRI?

 Scusate, ma oggi il barile era colmo ;)

-30

Tra 30 giorni circa torno al lavoro…..

Di nuovo immersa nel call center, tra operatori nervosi, clienti burberi e gnocche…

…. quasi quasi mi metto all’opera per il terzo!!

ciao nonna

Cara nonna,

scrivo queste righe perchè ho voglia di salutarti, ma soprattutto perchè sento il bisogno di scrivere quello che non voglio dimenticare.

Te ne sei andata in modo troppo veloce, e io non ho avuto il tempo di rendermene conto.

E’ vero, hai ragione.

Adesso obbietteresti che mi avevi preparato a questo evento. Lo hai fatto spesso ed in ogni modo sin da quando ero piccola.

Ammettilo nonna, non sei mai stata una donna ottimista.

Certo, hai ragione… come si può essere ottimista quando bisogna mandare avanti una famiglia con 7 figli e un solo stipendio nell’immediato dopo guerra.

Però, nonostante le tante volte in cui mi hai detto che stavi male, io ti ho sempre creduta immortale.

Ho sempre pensato che in qualunque momento avessi avuto desiderio di un piatto di maccheroni al sugo, tu saresti stata lì a preparali.

Perdonami, non voglio farti sembrare queste mie righe come una recriminazione.

Sei dovuta andare via, so che se avessi potuto scegliere saresti rimasta qua a tenere le redini della famiglia.

Io  voglio solo dirti le cose che ricorderò di te e che racconterò ai miei figli.

Nei pomeriggi della mia infanzia, dopo aver giocato col nonno con il pallone, amavo portarti i fiorellini viola che trovavo nel campo sotto casa tua.

Quel campo oggi è una strada a due corsie, e quando ci passo davanti mi sembra di sentire Celentano che canta “la via gluc”.

La tua cucina è sempre stata per me la più forte tentazione anti dieta.

Avevi il dono di fare sempre cose buonissime, e sempre eri molto severa con te stessa.

Prima di servire le tue delizie esordivi con la stessa frase: “questa volta non mi è venuto bene”.

Io assaggiavo e andavo in estasi.

A casa tua, a Foggia, mi piaceva passare le giornate.

Tu litigavi col nonno, lo comandavi a bacchetta e poi mi strizzavi l’occhio.

Eri elegante e bella.

Eri bella anche da anziana, eri elegante nei modi.

Hai trasmesso a tua discreta eleganza a tutti i tuoi figli.

Ti ricordo con i capelli ben pettinati, nero corvino, la cipria deborah 30 e il rossetto bordeau, che ti prepari per andare a messa, nella camera da letto che mi pareva immensa.

Sul tuo letto studiavo, il nonno mi ha insegnato a fare le capriole….

Mi rimproveravi perchè camminavo scalza, mi inseguivi con le ciabatte ma io scappavo.

Hai avuto una vita difficile, i soldi erano pochi e c’era stata la guerra.

Eppure i tuoi figli hanno potuto studiare, hanno potuto andare avanti nella vita.

So che per mandarli all’università hai dovuto sempre fare i conti sul quadernetto, hau dovuto fare delle rinuncie.

Quando ero bambina alle volte avrei voluto qualche abbraccio in più, forse.

Ma  tu avevi un maniacale rapporto con l’igiene e ti sentivi vecchia, e per te i vecchi devono stare lontani dai bambini.

Crescendo ho imparato a prenderti in giro per queste manie, e ho imparato a rubarti baci e abbracci.

Negli ultimi anni, da quando sono mamma, ho scoperto un lato inatteso di te:

la tua profonda modernità.

La capacità di adeguarti al “nuovo” e di restarne affascinata.

Non ti stupivi di vedermi sempre davanti ad un pc, mi incoraggiavi a trovare soddisfazioni nel lavoro e non condannavi il mio essere una mamma “precaria”.

L’ultima volta che ti ho visto ti ho parlato del progetto dei pannolini… e tu non ti sei per nulla preoccupata del fatto che stessi investendo i miei risparmi in una folle iniziativa.

Cara nonna,

ci sono tante cose che vorrei poterti dire, ma mi rasseserena il fatto di averti sempre detto che ti voglio bene.

Sono felice di averti fatto conoscere Andrea, sono felice di averti salutato quando eri felice.

Adesso mi manchi, e credo che mi mancherai sempre.

Ti voglio bene,

ciao nonna.

Luisa

 

Ero a spasso con Ciccio  in un negozio per bimbi alla ricerca di un tiralatte, visto che presto tornerò al lavoro e lascerò Andreuzzo alla nonna.

Una SuperGnoccaMammaIncinta sta facendo impazzire una commessa.

Scriveva la lista nascita:

“AH NO NO NO!!! Il BOX NO!! NON VOGLIO CHIUDERE IL MIO BIMBO IN UN RECINTO”.

Ai tempi di Antonio avrei santificato l’inventore del box, lo abbiamo usato fino alla distruzione.

Mi avvicino quindi per guardarli e ne scelgo uno per Andrea.

La fighetta mi guarda dall’alto in basso e io, serisssssima:

“Se non gli oppongo delle barriere come insegnerò a mio figlio a superare gli ostacoli?”

La lascio a bocca aperta, paghiamo box e tiralatte ed esco.

Ciccio mi fa:

“Non le potevi semplicemente dire che quando nascerà il bambino l’unico modo per fare la cacca in pace è chiuderlo in gabbia?”

Ah gli uomini, non sono mai poetici!!!!