Ciccio,
stiamo assieme da anni.
Ho creduto fortemente nel progetto che assieme abbiamo messo in piedi.
Ho condiviso con te gioie e dolori,
le fatiche di un trasloco,
i peli della tua barba nel lavello,
le tue scarpe misura
46 in
salotto.
Ti sono stata vicina quando hai deciso di ricominciare la carriera sportiva.
In quei momenti ho messo da parte i miei personali desideri (un uscita in
pizzeria, le serate davanti ad ER) per venirti a veder giocare.
Ho sopportato la tua recente mania dell’ordine, ho sopportato la
riorganizzazione degli armadi, la scomparsa misteriosa di alcune borse.
Mi sei stato vicino nei momenti difficili, hai cambiato tu i pannolini a Totò,
e per questo hai meritato il mio amore e la mia fedeltà.
Ma quanto accaduto oggi al supermercato è un fatto grave.
Così grave che non so se potrò mai superarlo.
Hai selvaggiamente criticato la mia abitudine di mettere le uova sotto la
pasta.
Non hai acconsentito all’acquisto dell’ennesimo, inutile sacco di minestrone
surgelato.
Non mi interessano le solite banali scuse …
si , lo so, le uova si rompono…. e allora? ti sembra un buon motivo per
offendere la mia dignità di donna e acquirente?
Si certo, è vero.
Il minestrone finisco sempre per cucinarlo e non mangiarlo.
E allora?
In quanto mamma e donna devo insegnare a mio figlio come si mangia
correttamente… o almeno devo pulirmi la coscienza avendo delle sane
verdure nel congelatore.
Quindi ora il nostro matrimonio è in crisi, e solo scuse pubbliche sul mio
blog, un manifesto nel supermercato e una serenata sotto la finestra lo portano
salvare.
Con affetto.
Tua moglie (per ora) Pepe


