Il riti stanchi di un amore finito

Ricordare stancamente che le prime volte è stato bellissimo, che siamo stati oltre 4 milioni, non mi consola.

Quelle a cui andiamo incontro saranno le più sciocche e inutili primarie della storia (breve) del nostro partito.

Queste primarie sono inutili perché fatta in modo sbrigativo e senza cura dei dettagli, e per questo non saneranno le diatribe interne ma anzi le accentueranno.

Queste primarie sono inutili perché non c’è stato il tempo di utilizzarle per costruire un dialogo con gli elettori, e pertanto viene vanificato l’effetto propagandistico.

Queste primarie sono inutili perché mentre noi ci facciamo una grandissima pugnetta il mondo va avanti e noi sembriamo solo concentrati sul dibattito interno.

Queste primarie sono inutili perché chiamare a votare i non iscritti non ha alcun senso, non stiamo scegliendo il leader per le prossime elezioni ma il nostro segretario.

Queste primarie sono inutili perché tra 14 mesi si deve andare a votare, e servirà allora un momento di confronto con i nostri elettori per capire chi deve guidare il partito durante la composizione elettorale. Pensare di proporre senza coinvolgimento degli elettori il segretario scelto durante le primarie in corso sarebbe sbagliato.

Queste primarie sono inutili perché le assemblee di circolo stanno mostrando un partito spaccato e una assenza di leadership chiara. Il segretario uscente vince ma non sfonda tra gli iscritti, e far pesare i non iscritti in questa fase è sciocco.

Queste primarie sono inutili perché gli elettori non verranno, dimezzeremo l’affluenza e sarà una pessima immagine del nostro partito.

Finita questa fase, se vogliamo sperare di risanare il partito, dobbiamo iniziare a ragionare sullo Statuto, e con dieci anni di esperienza alle spalle dobbiamo interrogarci se crediamo ancora nel modello di partito leaderista e fluido, dove i congressi vengono sostituiti da primarie e dove il segretario fa anche e sempre il candidato premier.

Facciamolo quanto prima.

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