Peperita Patty

Anche se ad una mucca dai da bere del cacao non mungerai cioccolata. S. Lec

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copia e incolla di Adriano Cattaneo

Luglio 2nd, 2009 · No Comments

di Adriano Cattaneo

cattaneo1I due attuali giganti dell’industria degli alimenti per l’infanzia, Danone e Nestlè, si combattono a colpi di “health and nutritional claims” e di indecorose alleanze con operatori sanitari e rispettive associazioni per accaparrarsi fette di mercato. Ma le prospettive nei paesi ad alto reddito, dove nascono pochi bambini, non sono rosee. Naturale che si buttino sui mercati emergenti e popolosi dell’Asia, con strategie di marketing aggressive che contribuiscono a deprivare le donne del più antico dei beni comuni: il latte materno. Siamo corresponsabili di questa espropriazione?

Timeo Danone et dona ferentes. Anni fa avrei scritto: timeo Nestlè et dona ferentes. Ma la proprietà si concentra, il mercato cambia, ed ora sono due i giganti a contendersi la supremazia globale nel settore degli alimenti per l’infanzia, con l’ultima arrivata, presente in Italia con i marchi Milupa, Nutricia e Mellin, oltre che con il suo, che sembra comportarsi in maniera più aggressiva della vecchia signora[1,2]. Danone non regala solo cofanetti di dischi autografati e “un viaggio per due persone di una settimana in Usa e Canada con la possibilità di assistere al concerto di Little Tony alle Cascate del Niagara”[3]. Ben altri sono i doni che dispensa agli operatori sanitari, medici di medicina generale, pediatri e nutrizionisti in primis. Finanzia ricerche, congressi, formazione, e quindi dona viaggi, attrezzature, consulenze. In cambio di cosa? Di un po’ di pubblicità, del logo della Società Italiana di Medicina Generale associato all’immagine dei suoi prodotti[4], di qualche messaggio ben visibile in ospedale (Figura 1). Dona anche latte artificiale e piccoli gadget a madri ed operatori sanitari nei paesi dell’Africa sub-sahariana in cui è presente[5], contribuendo così all’abbandono dell’allattamento al seno ed alle relative conseguenze su nutrizione e salute dei bambini[6].

Figura 1. Pubblicità sulle porte di un ascensore in un ospedale italiano.

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Tanto che anch’io ho avuto per un attimo la tentazione, rientrata in pochi secondi, di chiedere un regalo. É uscito da poco un libro che vorrei leggere, “Babies and toddlers: emerging opportunities”, pubblicato da Research and Markets, la più grande risorsa mondiale di ricerca di mercato[7]. Non si tratta di un libro destinato a lettori squattrinati; costa 4376 (quattromilatrecentosettantasei!) euro, 4275 se ci si accontenta della versione elettronica. Immagino che Danone e Nestlè ne abbiano acquistato alcune copie. Io non me lo posso permettere, non l’ho quindi letto, e probabilmente mai lo leggerò. Ma dalla presentazione e dall’indice disponibili online si presenta come un libro interessante. Sembra di capire che si tratti di una approfondita ed aggiornata ricerca che porta, per quanto c’interessa, a due conclusioni:

1.

il mercato degli alimenti per l’infanzia ha ancora le potenzialità per espandersi, ma gli acquirenti bisogna andare a cercarli a) dove nascono i bambini, e cioè in Cina, India ed altri paesi molto popolosi, e b) dove l’economia familiare permette di acquistare questi prodotti, e cioè dove numerosa è la popolazione con reddito tale da rappresentare una potenziale clientela. Fortunatamente per l’industria, molti dei paesi dove questa seconda condizione si verifica sono tra quelli più popolosi.
2.

Il grosso ostacolo da superare – che stranezza! – è la volontà delle madri di allattare i loro figli, da cui la necessità di un marketing aggressivo ed innovativo che leghi le madri al marchio fin dalla gravidanza.

Tutto il resto sembra ruotare attorno a queste due conclusioni, comprese le varie strategie di marketing che includono anche lo sviluppo di prodotti biologici ed amici dell’ambiente. L’indice del libro mostra anche un certo grado di preoccupazione da parte dei consumatori sugli effetti obesogenici dei sostituti del latte materno e più in generale dei cibi industriali per l’infanzia (molti dei quali rientrano nella categoria del junk food). Raccomanda perciò di non enfatizzare troppo queste caratteristiche negative e di sviluppare e commercializzare alimenti “funzionali” che proteggano la salute e prevengano malattie. Danone ci ha già pensato e, con il contributo finanziario della Commissione Europea, ha già sviluppato un latte artificiale per prevenire l’obesità[8]. Immagino che i claim per questo nuovo prodotto invaderanno ben presto studi pediatrici, congressi e riviste specializzate.

A giudicare dall’indice, il libro offre sicuramente molti dettagli interessanti per chi vuole conquistare quote di mercato ed aumentare i profitti. Ma la tendenza a spostarsi verso i mercati emergenti dell’Asia è già in atto. L’episodio del latte artificiale cinese contaminato da melamina ci aveva già fatto capire le tendenze. Il mercato globale ha bisogno di prodotti a basso costo ed alto margine di profitto. Questi prodotti devono essere realizzati da manodopera a basso costo, abbondante nei paesi asiatici. Le donne di questi paesi permettono di abbassare ulteriormente il costo del lavoro. Gravidanza e allattamento rappresentano un ostacolo all’integrazione delle donne nel mercato del lavoro. Per la gravidanza non esiste ancora un surrogato, per il latte materno sì. Da cui la pressione commerciale per i sostituti del latte materno, con la conseguente competizione tra industria nazionale e transnazionale, con la prima che, per ridurre i costi, è disposta a violare anche le leggi sulla sicurezza ed a commercializzare prodotti contaminati. Si può leggere questo episodio come una battaglia nella guerra per la conquista dei mercati. Ma si può anche fare un passo indietro e leggere questa guerra come un capitolo della privatizzazione dei beni comuni. Il lettore non avrà difficoltà a ricordare l’Inghilterra della rivoluzione industriale e le enclosures che, privatizzando la terra, bene comune, costringevano contadini e contadine ad emigrare in città per lavorare nelle fabbriche[9]. Un recente libro del filosofo francese Daniel Bensaid analizza le moderne enclosures che privatizzano gli attuali beni comuni: l’acqua, il vento, il mare, ma anche l’energia e le frequenze radiotelevisive, la formazione e la salute[10].

Anche il latte materno può essere considerato un bene comune; i suoi sostituti sarebbero quindi delle enclosures usate dal capitale globale per rendere le donne più disponibili ad andare in fabbrica a lavorare per un tozzo di pane. Ecco quindi che anche noi, acquistando a basso prezzo il “made in China”, contribuiamo a questa espropriazione, e forse contribuiamo a far diminuire i tassi globali di allattamento, come sembrano indicare i dati, per quanto di incerta interpretazione, pubblicati dall’OMS nel suo ultimo annuario statistico (Figura 2)[11].

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Ci chiamiamo mammiferi perché allattiamo. Ma se non mettiamo in atto, urgentemente, misure per proteggere il bene comune latte materno, potremmo perdere sempre più questa caratteristica, con grave danno, oltre che per la salute e la nutrizione di donne e bambini, per l’equilibrio ecologico del nostro ambiente. E i campi di questa battaglia sono attualmente in India e in Cina.

Nota: La frase latina Timeo Danaos et dona ferentes si trova nell’Eneide (Libro II, 49) di Publio Virgilio Marone. Sono le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non fare entrare il famoso cavallo di Troia nella città. La traduzione più diffusa è “Temo i Danai anche quando portano doni”; alcuni preferiscono questa traduzione “Temo i greci e i doni che portano”, Viene oggi utilizzata per ricordare che non ci si deve fidare dei nemici, anche se hanno atteggiamenti amichevoli. (Fonte: Wikipedia)

Bibliografia

1. Ibfan. Breaking the rules, stretching the rules 2004. Penang: Ibfan, 2004 [PDF: 5,86Mb ]
2. Ibfan Italia. Il Codice Violato 2008. Romola (FI): Ibfan, 2008 ()
3. Concorso a premi denominato: Vinci Little Tony. Il regolamento [PDF: 63 Kb]
4. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Provvedimento n. 19816. Bollettino settimanale, anno XIX n. 19 del 1 giugno 2009, pag. 89-117
5. Aguayo VM, Ross JS, Kanon S, Ouedraogo AN. Monitoring compliance with the International Code of Marketing of Breastmilk Substitutes in west Africa: multisite cross sectional survey in Togo and BurkinaFaso. BMJ 2003; 326: 127-32
6. Jones G, Steketee RW, Black RE, Bhutta ZA, Morris SS, and the Bellagio Child Survival Study Group. How many child deaths can we prevent this year? Lancet 2003; 362: 65-71
7. Babies and Toddlers: Emerging Opportunities
8. Koletzko B, von Kries R, Closa Monasterolo R, et al, and Grote V for the European Childhood Obesity Trial Study Group. Can infant feeding choices modulate later obesity risk? Am J Clin Nutr 2009; 89(suppl): 1S–7S
9. Marx K. Il capitale.Volume 1, parte 9, capitolo 27, 1867
10. Daniel Bensaid. Gli spossessati: proprietà, diritto dei poveri e beni comuni. Verona: Ombre Corte, 2009.
11. World Health Statistics 2009. Geneva: WHO, 2009. [PDF: 3,5 Mb]

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resistenza

Giugno 23rd, 2009 · No Comments

copio e incollo dal blog di massim

Il regime impone il silenzio sul Patrizia-gate
Giugno 22, 2009 by massim
Il post numero 500 pubblicato su questo blog avrebbe certamente meritato un po’ più di considerazione. Ma non si può. A costo di annoiarvi, di essere ripetitivo, di rompervi trementadamente le scatole: i TG continuano ad ignorare l’esistenza di un’inchiesta di portata spaventosa che interessa, e molto, il capo del Governo italiano. All’estero invece se ne parla molto e le reazioni, come avrete modo di leggere, non nescondono lo sbigottimento e l’incredulità per lo stato di sonnolenza profonda che sembra aver colpito il nostro Paese.
Questo non è più blogging. E’ resistenza.

Times (Gran Bretagna): “Una notte nell’harem di Berlusconi: il racconto di Patrizia D’Addario”.

Financial Times (Gran Bretagna): “In qualunque altro paese europeo uno scandalo di queste dimensioni avrebbe fatto cadere il Presidente del Consiglio in meno tempo di quello che ci vuole a dire “Papi”. Ma non in Italia, dove l’anno scorso Berlusconi è riuscito a far passare un provvedimento parlamentare che gli garantisce l’immunità da qualsiasi procedimento legale. Naturalmente il premier nega d’aver commesso qualsiasi illecito e dice che è tutto un complotto dei giudici di sinistra finalizzato a distruggere la sua carriera politica. Questo deprimente rituale fatto di accuse e contro accuse tra Berlusconi e la magistratura va avanti da molti anni e non mostra nessun segno di voler finire. In ogni caso, nel tribunale dell’opinione pubblica c’è chi considera sorprendente che Berlusconi ancora non sia stato ritenuto colpevole di essere il peggiore timoniere dell’economia italiana dal 1945. La sua prima e breve esperienza di governo nel 1994 non ha prodotto nessun risultato. I suoi cinque anni al potere dal 2001 al 2006 sono ricordati principalmente per il fallimento nell’introdurre quelle riforme di cui l’Italia ha un disperato bisogno per essere competitiva nella zona euro. Adesso Berlusconi presiede a un declino che il Fondo Monetario Internazionale ritiene possa fare dell’Italia l’unico paese della zona euro a subire tre anni consecutivi di recessione, dal 2008 al 2010″.

Daily Telegraph (Gran Bretagna): “Il vizio minaccia di far cadere Berlusconi. C’è paura per nuove rivelazioni in vista del summit del G8 del mese prossimo. Questo non darà a Berlusconi un’aria molto da statista quando tratterà con Obama e Merkel”.

The Observer (Gran Bretagna): “Possono le rivelazioni di Barbara Montereale far cadere Berlusconi?”

The Guardian (Gran Bretagna): “Il racconto di Barbara Montereale potrebbe convincere molti italiani che si è passato il segno”.

El Mundo (Spagna): “È giunta l’ora per Silvio Berlusconi? Molti considerano che lo scandalo erotico-festivo delle ultime settimane, in continua crescita, potrebbe causare la caduta finale di colui che finora sembrava politicamente immortale. Ormai non passa giorno in cui il rosario di rivelazioni non si incrementa con nuove e truculente scoperte, che ogni volta minano vieppiù la reputazione e il potere del Cavaliere”.

El Pais (Spagna): “Secondo fonti diplomatiche”, aggiunge il quotidiano, Berlusconi ha chiesto la solidarietà di varie cancellerie straniere” nelle quali però “lo sconcerto supera la comprensione”.

El Pais (2): “Ciò che invece mi pare strano, è il risultato italiano. Come è possibile che un paese sottomesso dal Cavaliere può, dopo numerosi scandali sessuali e giudiziari, continuare a credergli con fervore? Per caso la mano nera di Berlusconi ha censurato dal suo monopolizzato mondo dei media le immagini della polemica? Suppongo che, come anche nell’affare Mills e in tanti altri, il premier italiano abbia sfruttato il suo grande potere e che gli italiani siano mal informati.”
Le Figaro (Francia) : “Non c’è tregua per Silvio Berlusconi. Dopo la questione dei suoi rapporti con una ragazza di 18 anni, eccone un’altra, quella delle accompagnatrici presenti a delle feste nelle sue residenze. Indagando su un uomo d’affari, Giampaolo Tarantini, sospettato di corruzione, i magistrati hanno scoperto che quest’ultimo aveva pagato alcune ragazze per accompagnarlo a delle cene organizzate nelle residenze private di Silvio Berlusconi a Roma e in Sardegna.”

Le Matin (Svizzera): Le scappatelle sessuali e di corruzione di Silvio Berlusconi non lo hanno ancora screditato agli occhi dei i suoi elettori. Questo é deplorevole. L’etica politica è morta e sepolta in Italia? Il capo del governo è inciampato nei panni sporchi… che ha sporcato lui stesso. A 72 anni, quest’uomo sposato si è mostrato con una ragazza giovanissima, Noemi. Ma questa vicenda non è bastata a screditarlo. Secondo l’ultimo sondaggio, il suo partito uscirà rafforzato dallo scrutinio europeo. Solo all’estero si inizia seriamente a dubitare delle qualità di dirigente di questo donnaiolo. È un peccato che tutti gli italiani non ne dubitino anch’essi. Subendo il fascino di quest’uomo che ha racimolato una fortuna colossale, la maggioranza non vuole vedere né sentire niente. Il popolo lo ascolta beatamente e gli crede quando accusa i giudici di essere “comunisti rancorosi”.

El Tiempo (Colombia) : “Con gli scandali che ha provocato è credenza comune che Berlusconi sia abile nel cavalcare il potere politico così come gli “oscuri oggetti” dei suoi desideri, cosa che non si può rimproverare a nessun settantenne. Risulta però patetico quando tutto ciò coinvolge “ giovinette” cadute nelle reti tese “galantemente” dall’ascendente erotico del potere. Poco m’importa di ciò che “il Cavaliere” fa della sua vita privata. Mi preoccupa di più ciò che fa con la democrazia italiana. È la prima d’Europa stregata da una figura mediatica. Se non fosse immensamente ricco e padrone di potenti mezzi di comunicazione, Berlusconi probabilmente non sarebbe Primo Ministro”.

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VALORE AGGIUNTO

Giugno 21st, 2009 · No Comments

Oggi sono stata da Eataly.

Per chi non lo sapesse è un gran business travestito da supermercato di qualità.

Ci sono andata per pura curiosità sociologica:

C’era una folla incredibile per acquistare quello che si può comodamente avere aderendo ad un gas.

Ossia prodotti di stagione, a km 0 o biologici.

Naturalmente il prezzo dei prodotti era molto più alto che aquistando tramite GAS, ma insomma il valore aggiunto va anche pagato, no?

Qual’è il valore aggiunto?

Il valore aggiunto è il locale da fichi, che fingono di conoscere e riconoscere il retrogusto fruttato del vino spremuto a piedi dal produttore delle lnghe, che comprano con aria chic i pomodori pelati che hanno fatto 2000 km per arrivere nelle loro mani a 3 euro a lattina, e soprattutto il prezzo alto stesso è un valore aggiunto.

Così si può uscire e dire ad alta voce, fingendosi vip a porto rotondo, “ahhh ho pagato 6 euro al kg questo pane, ma LA QUALITA’ SI PAGAAAAA”… e poi di nascosto entrare in una 600 (la Ferrari è in garage?)

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via le zoccole dalle strade…. villa certosa è grande!!

Giugno 20th, 2009 · No Comments

da repubblica.it

Barbara racconta le visite a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa
“Dopo la cena io me ne andai. Patrizia, che faceva la escort, restò col presidente”
“Io, Silvio e le altre ragazze
tutte lo chiamavano Papi”
“Reclutata” da Giampaolo Tarantini. Difende il premier: “E’ stato simpaticissimo
Mi ha regalato dei gioielli e una busta con una cifra generosa solo per la presenza”

di PAOLO BERIZZI e GABRIELLA DE MATTEIS

Barbara Montereale
BARI - Barbara Montereale ha 23 anni. È di Modugno. È una bellissima madre single di una bimba di un anno e tre mesi. Sull’avambraccio sinistro ha tatuato: “Sbagliare e soffrire”. Ha vissuto per un periodo a Milano con un uomo che, all’epoca era bodyguard di Domenico Dolce.

“Lavoro come modella in un atelier per abiti da sposa”, dice Barbara. Ha partecipato a “Uomini e donne” e - aggiunge - ha fatto altre comparsate in tv. “Quando ci riesco faccio la ragazza immagine. Per esempio sono stata Billionerina per tre anni. Ricordo che Fede mi promise di fare la Meteorina. Ci tengo però a dire che non sono una escort”.

È Barbara “l’amica modella” con cui Patrizia, nel novembre del 2008, entra a Palazzo Grazioli. È lei la ragazza che “riscontra” con la Guardia di Finanza il suo racconto. È lei che, reclutata da Gianpaolo Tarantini, incontrerà il Presidente una seconda volta, nel gennaio di quest’anno, a Villa Certosa. È lei che, ora, svela “il metodo” del Presidente.

Andiamo con ordine. Ricorda come, quando e chi la introdusse a Palazzo Grazioli?
“Il giorno esatto non lo ricordo. Inizi di novembre del 2008, direi. La mia amica Patrizia mi chiese se mi andava di accompagnarla a una festa a Roma. E io accettai”.

Come arrivaste a Roma?
“Non lo ricordo”.

In aereo?
“Probabile, ma davvero non ricordo anche perché viaggio molto per lavoro”.

Lei pagò per il viaggio?
“No”.

Chi pagò?
“Seppi dopo che pagava Gianpaolo Tarantini”.

Patrizia le disse che era una festa a casa del
Presidente del Consiglio?
“Sì. E, dopo, ricollegai una cosa accaduta, sempre a Roma, una settimana prima di quel viaggio. Ero con Patrizia all’inaugurazione di un negozio Versace. Un tipo che Patrizia mi disse essere uno degli autisti di Berlusconi le disse: “Carina la tua amica. Portala alla prossima festa”".

Torniamo a novembre 2008. Patrizia le fece il nome di Gianpaolo Tarantini prima di partire?
“No. Conobbi questo Gianpaolo solo quando arrivammo a Roma. Lo incontrammo all’hotel De Russie. Mentre noi eravamo alloggiate all’hotel Valadier”.

Tarantini era da solo?
“No. Con il suo autista”.

Ricorda il nome dell’autista?
“Dino”.

Eravate solo lei, Patrizia e Tarantini?
“C’era anche un’altra ragazza di Bari, che non conosco”.

Il nome?
“Non lo ricordo”.

Che vi disse Tarantini?
“Ci disse che saremmo andati a casa del Presidente del Consiglio”.

Concordaste un compenso?
“No. Non dissi nulla a Gianpaolo perché mi aveva portato Patrizia”.

Come andò la cena?
“Mangiammo e scherzammo con il Presidente. Ebbi un’impressione straordinaria. Il Presidente è una persona bellissima e disponibilissima. Mi regalò degli anelli e delle collane che, disse, disegnava lui. Mi diede anche il cd di quel cantante napoletano, come si chiama…?”.

Apicella?
“Apicella”.

Eravate solo voi ragazze e il Presidente?
“No. C’era anche Gianpaolo”.

Che rapporti hanno Tarantini e Berlusconi?
“Gianpaolo dà del lei al Presidente. Il Presidente gli dà del tu. Noi, comunque, avevamo capito che Gianpaolo lavorava per Berlusconi”.

Finita la cena, cosa accadde?
“L’accordo era che io, Gianpaolo e l’altra ragazza lasciassimo sola Patrizia con il Presidente e così facemmo”.

Perché Patrizia rimase?
“Per lavorare”.

Lavorare?
“Sapevano tutti a quella cena che lei era una escort”.

Anche il Presidente?
“Presumo proprio di si”.

Dunque, ve ne andate e dove?
“Io e Giampaolo veniamo riaccompagnati nei nostri alberghi. E la mattina dopo, alle 8, rientrò anche Patrizia nella stanza che condividevamo”.

Le disse qualcosa?
“Mi raccontò di aver avuto un rapporto sessuale con il Presidente. E aggiunse di non essere stata pagata. Aggiunse anche però che non le interessavano tanto i soldi quanto che lui le desse una mano con una questione che riguardava la costruzione di un residence”.

Lei venne pagata per quella cena?
“No”.

Sentì di nuovo Tarantini?
“Sì. A fine novembre 2008. Ero con Patrizia a Dubai, in vacanza. Mi chiama Gianpaolo al telefono e dice che il Presidente mi vuole incontrare di nuovo. Io mi lamento che la prima volta non ho neppure avuto il gettone di presenza. Lui risponde che questa volta è tutto a posto. Che avrei avuto i soldi e mi avrebbe pagato i biglietti aerei. A quel punto, Patrizia si arrabbia. Prende il telefono e grida a Tarantini: “Ma come, te l’ho portata io e adesso tu vuoi lei e non me?”".

E come finì?
“Non se ne fece niente”.

Rivide il Presidente del Consiglio?
“Si. A Villa Certosa”.

Quando?
“Metà gennaio di quest’anno. Fu sempre Tarantini a chiamarmi. Questa volta mi diede mille euro di gettone e andai”.

Come ci andò?
“Una macchina con autista, sempre Dino, da Bari a Ciampino. E qui in aereo”.

Che aereo?
“Un aereo privato. Piccolo”.

Ricorda insegne dell’Aeronautica militare?
“No”.

Chi la accolse a Villa Certosa?
“Licia Ronzulli. È lei che organizza la logistica dei viaggi delle ragazze. Che decide chi arriva e chi parte. E smista nelle varie stanze”.

Chi c’era nella villa?
“Una ventina di ospiti. Molte ragazze e qualche uomo.
Oltre a Berlusconi e Tarantini, ricordo Susanna Petrone, quella che sta con Marco Borriello, il calciatore. E ricordo anche Carolina, quella del Grande Fratello che poi doveva fare una fiction”.

Che si faceva nella villa?
“Balli, canti. Coreografie tra ragazze brune e bionde. C’era anche Apicella che cantava”.

Incontrò Berlusconi?
“Sì, dopo che aveva finito di fare un massaggio mi portò insieme ad altre ragazze con la macchinina a visitare il parco. Giocammo con il cane che gli ha regalato Bush”.

Lei come si rivolgeva a Berlusconi?
“Io lo chiamavo Silvio. Tutte le altre lo chiamavano Papi”.

Tutte?
“Tutte. Io non avevo confidenza e mi limitavo a Silvio”.

C’erano minorenni nella villa?
“Non saprei. Eravamo tutte molto giovani”.

Vi parlaste?
“Fu molto dolce. Come un padre. Gli raccontai che avevo perso i genitori. Che la mia bimba non stava bene. Che non ce la facevo a tirare avanti da sola. Lui mi diede un bacio sulla fronte e prima che partissi mi consegnò una busta”.

Cosa c’era dentro?
“Una cifra molto generosa in contanti. Fu un gesto bellissimo. E io, lo giuro su mia figlia, con lui non ebbi nessun rapporto sessuale. Posso solo dire che Tarantini diceva a noi tutte che per chi andava con il Presidente c’era la busta con cifra a piacimento. Io, lo ripeto, ho avuto la busta ma senza fare nulla perché non sono una escort”.

Fu invitata di nuovo?
“Si. Un’altra volta, alla fine di febbraio, sempre a Villa Certosa, ma la cosa saltò perché morì la sorella del Presidente”.

Anche quella visita doveva essere a gettone?
“Sì. Fosse stato per Tarantini mi avrebbe pagato ogni visita. Perché questo è l’accordo che aveva con me”.

Sapeva che Patrizia aveva deciso di raccontare la sua storia?
“Patrizia meditava vendetta da Natale scorso. Mi disse che avrebbe fatto lo scoop perché non era stata aiutata dal Presidente. Io non ero d’accordo. Perché quello che penso io è: “Meno male che Silvio c’è”. Scrivetelo, mi raccomando. Ci tengo. Difenderò Berlusconi fino alla morte”.

Lei è mai stata invitata a presentarsi alle elezioni con il centro-destra?
“Sì, alle ultime elezioni ero candidata alle comunali nella circoscrizione Madonnella a Bari con la lista “La Puglia prima di tutto”. Ho preso 91 voti”.

Chi le ha offerto la candidatura?
“Patrizia”.

Quello che lei ci ha appena riferito lo ha detto anche alla Finanza?
“La Finanza mi ha fatto meno domande di voi. Ma le cose che ho detto sono le stesse”.

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Io mi svezzo da solo

Giugno 12th, 2009 · 1 Comment

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ordinaria vacanza

Giugno 1st, 2009 · 2 Comments

Mentre il camper viaggia verso la vacanza, io sto seduta a pancia in giù nel lettone in coda.

Guardo le macchine dietro di noi… accanto a me un Antonio.

 Per un attimo mi sembra di essere sdraiata vicino a Pierluigi, mio fratello, al quale Antonio tanto assomiglia.

Facciamo gli stessi giochi che facevo venti anni fa con lui, tanto che per un istante mi sporgo per vedere se il camper è guidato davvero da mio marito, o se invece c’è mio padre al volante, se è stato tutto un sogno questo ventennio passato e se sono ancora una bambina.

Ma no, alla guida c’è Ciccio e Andrea dorme nell’ovetto.

E quindi è tutto vero, sono diventata grande.

Anche se qualche volta guardandomi allo specchio mi viene da dire “Mamma, che ci fai lì”

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La strana storia della fascia porta bebé

Maggio 21st, 2009 · No Comments

Io vivo con Andrea attaccato a me

Così attaccato da tenerlo sempre nella fascia porta bebè.

La fascia porta bebè è una stoffa, che regge il bimbo e lo avvolge.

Sino a qualche anno fa le italiane le vedevano o in TV nei servizi sull’Africa, o addosso alle extracomunitarie.

Oggi è diventato un accessorio fashion.

E si sprecano i siti che le vendono (ehm… incluso il mio PepeMamma)… ma essendo un accessorio per strafiche  super mamme chic… adesso costa cifre da capogiro.

Fatevi un giro in internet e vedrete quanto possa costare una striscia di stoffa: una cifra media di 40 euro, con punte massime di 100!!!

Ma soprattutto quanta filosofia moderna attorno ad un gesto antico, istintivo e povero come legarsi il bimbo addosso al corpo.

Quanto vorrei che le nuove mamme stile SONO-BELLE-SONO FICA-SONO-MAMMA-RICCA pagassero il copyright alle mamme africane!

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Spendi meno, Mangia Meglio

Maggio 20th, 2009 · 6 Comments

A casa del professor Suocerinsky pochi giorni fa si è tenuta la conferenza su:

“Spendere tanto al supermercato: come farsi prendere per il culo ed essere anche contenti!”

Il professor Suocerinsky ha infatti accolto la professoressa Pepinsky con una tavala nella quale erano ben visibili: Formaggino MIO, pastina Plasmon e Frutta frullata Disney.

La professoressa Pepinsky ha tirato un sospirone e ha preso una bella mela dal frigo.

Andrea ha mangiato volentieri il suo piatto preferito: Mela alla tetta… ossia mela schiacciata e latte di mamma.

Ha concluso con un rutto di apprezzamento alla Homer Simpson e si è addormentato.

Professor Suocerinsky mi propone di portarmi via i formaggini.

Io le dico che la pastina la condisco con yougurt intero fatto da me, che aiuta anche il pancino.

Suocerinsky è notoriamente contraria alle soluzioni casalinghe, ritiene che l’infante vada nutrito solo con prodotti industriali e che fargli la pappa in casa sia un vezzo new age.

I prodotti per bambini devono essere costosi e impacchettati… questo è il sunto della sua filosofia.

Ma costosi quanto?

Più costosi sono meglio è.

Allora io vi propongo il seguente quiz: quale di questi due piatti dareste a vostro figlio?

a) Pastina di semola con yougurt intero con fermenti naturali e zucchina passata

   Ingredienti: pastina - yougurt intero con fermenti e zucchina

b) pastina con formaggino e omogeneizzato di zucchina

Pastina, formaggino [ingredienti:formaggio, latte scremato concentrato, acqua, proteine del latte, sali di fusione (polifosfati - fosfati di calcio - fosfati di sodio), burro, acidificante (acido lattico, sale).],  omogeneizzato zucchina [acqua di cottura, zucchine 32%, patate, farina di riso, olio di semi di girasole, amido di riso,spinaci, cloruro di sodio).

Allora, cosa dareste a vostro figlio?

E quale dei due piatti costa di più?

Concludo con un copia e incolla molto interessante

Cosa sono i formaggini?
Domanda semplice e risposta altrettanto semplice, è formaggio

Come fa un formaggio a restare spalmabile come nel caso dei formaggini?
Se prendiamo un formaggio qualsiasi nel momento che viene a contatto con il calore si scioglie ma poi raffreddandosi ritorna duro.
Nei formaggini è presente una sostanza che impedisce al formaggio di diventare duro infatti i formaggini non sono altro che formaggi duri, formaggi che si sono stagionati troppo o con difetti i quali non potrebbero essere venduti come prodotto di prima qualità cosa strana che un formaggio destinato ai bambini non venga prodotto con formaggio di prima qualità eppure è così l’industria si è inventata un formaggio per poter utilizzare i formaggi che sarebbero restati invenduti sono andata al supermercato e ho letto le etichette dei formaggini, ce ne sono di due tipi in una ho trovato scritto
ingredienti:formaggio, latte scremato concentrato, acqua, proteine del latte, sali di fusione (polifosfati - fosfati di calcio - fosfati di sodio), burro, acidificante (acido lattico, sale).
In un’altra invece c’era scritto
Ingredienti: formaggio, acqua, siero di latte concentrato, crema di latte, proteine del latte, sali di fusione citrati di sodio e citrati di potassio, correttore d’acidità acido citrico.

Nel primo sono stati aggiunti i polifosfati, nel secondo invece hanno usato i citrati di sodio e di potassio
sia i polifosfati che i citrati di sodio e di potassio vengono anche chiamati sali di fusione
i polifosfati vengono anche chiamati con la sigla E450 seguita da a - b - c oppure E450 E451
i citrati di sodio hanno la sigla E331
i citrati di potassio hanno la sigla E332
i citrati di calcio hanno la sigla E333.

Quale è la loro funzione
E’ quella di trattenere l’acqua, facendo così si ottiene un prodotto più morbido e più pesante e nel momento in cui si raffredda resta spalmabile i polifosfati all’alimentazione umana non servono assolutamente a niente un tecnologo alimentare direbbe che i polifosfati hanno una funzione tecnologica utile all’azienda produttrice di formaggini.

Il problema è che queste sostanze provocano danni alla salute
- i polifosfati possono alterare il rapporto calcio/fosforo nell’organismo intervenendo negativamente al processo di calcificazione delle ossa;
- ostacolano l’assimilazione dei minerali (specie calcio e ferro) dagli alimenti e producono la calcificazione dei tessuti molli come i reni;
- possono dare disturbi muscolari nei bambini, c’è chi dice che nei bambini possa anche essere responsabile di rachitismo:

la differenza tra i polifosfati e i citrati è solamente che i citrati hanno bisogno di meno tempo per essere smaltiti dall’organismo.

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Silvio, ammazzala!

Maggio 16th, 2009 · 1 Comment

Che ti fotte, c’è il lodo Alfano.

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Autosait

Maggio 15th, 2009 · 2 Comments

Lo so, da quando Peperita Patty è MammaPepeMamma i post sulla tecnologia sono andati un pò diradandosi.

Stare fuori dall’ufficio, senza parlare 24 ore su 24 di teconoligia mi ha un pò disintossicato.

Ma oggi, per caso, sono capitata su questo sito : www.autosait.it e ho trovato una idea geniale:

un  pacchetto simil CSV già pronto… e soprattutto PORTATILE!!

AutoSait® viene fornito installato in una comoda chiavetta USB 2.0 da 1GByte già configurato per il vostro dominio, potrete lavorare su qualsiasi computer, ( vedere la pagina prodotto per le caratteristiche ) sia presso la vostra sede che a casa, sia presso amici che internet shop.

 

UNA GRAN FICATA!!!

 

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